Assegno divorzile solo al coniuge che dimostri la non autosufficienza economica.

Ancora una volta la Cassazione torna a decidere sulle circostanze che giustificano il riconoscimento in favore dell’ex coniuge dell’assegno divorzile dopo lo storico cambiamento di rotta della giurisprudenza del 2017, che ha ormai escluso la possibilità di rivalersi sul concetto di tenore di vita nel corso del matrimonio.

Con l’ordinanza n. 3016 del 7 febbraio 2018 gli Ermellini hanno infatti, nuovamente, ribadito che il diritto a vedersi riconosciuto l’assegno divorzile non è più legato al diritto alla conservazione dello stesso tenore di vita avuto in costanza di matrimonio, ma si fonda piuttosto sulla capacità concreta del coniuge richiedente di essere economicamente autosufficiente.

La valutazione sull'”an” dell’assegno divorzile (cioè sul “se” si ha diritto all’assegno) deve basarsi dunque sulla capacità economica del coniuge che ne faccia richiesta, il che si concretizza nella valutazione concreta dei redditi del coniuge, sia redditi da lavoro sia redditi provenienti da beni immobili (ad esempio canoni di locazione), nonchè sulla disponibilità di una casa di abitazione e sulla proprietà di beni mobili ed immobili (conti correnti, case, auto etc). Non solo, ma sta al coniuge che  faccia richiesta dell’assegno divorzile dimostrare di non essere economicamente autonomo, spettandogli la prova di tale incapacità economica.

Si conferma quindi l’orientamento innovativo del 2017.

Roma, 12 febbraio 2018

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