Giornata Nazionale contro il Bullismo e Cyberbullismo. Cosa sono.

Oggi 6 febbraio 2018 ricorre la seconda giornata nazionale contro il bullismo ed il cyberbullismo. Oramai bullismo è parola purtroppo nota a tutti, ma val la pena forse cercare di capire cosa effettivamente sia e come riconoscerlo, per aiutare i nostri figli e quelli di chi amiamo a difendersi dal fenomeno, a non lasciarsi coinvolgere ed a non farsi distruggere.

Si sono scritti libri, articoli e lavori specialistici, sono stati fatti progetti nelle scuole, campagne di sensibilizzazione per i genitori ed insegnanti, dibattiti e convegni. Eppure, ad oggi, oltre all’aumento del fenomeno che ormai coinvolge tutti i ceti sociali, ancora si fa confusione quando se ne parla, spesso confondendo il bullismo con la cattiva educazione o con il reato vero e proprio.

Bullismo viene dalla parola inglese “bullying” e ha delle caratteristiche precise.
E’ intenzionale: gli atti del bullo sono aggressivi ed egli intenzionalmente desidera danneggiare la vittima.
E’ripetitivo: ossia è un comportamento duraturo nel tempo, non si esaurisce in un singolo atto comparso durante un litigio.
E’ organizzato: il bullo pianifica i suoi comportamenti disfunzionali affinchè possa colpire la vittima .
Si stabilisce in una relazione in cui i ruoli appaiono rigidi ed immodificabili: il bullo è sempre bullo e la vittima è sempre la vittima.
Esiste uno squilibrio di forze sia fisiche che psichiche tra aggressore e vittima. Si assiste ad un vero e proprio abuso di potere.
A volte le azioni del bullo sono facili da riconoscere altre volte meno.
Esistono infatti azioni indirette come isolare un compagno, ignorarlo, parlare male di lui. Ed azioni dirette come riprendere un compagno con il telefonino e poi diffondere il video, colpirlo fisicamente, minacciarlo.
Altro aspetto spesso sottovalutato è che il bullo non agisce mai da solo, ha sempre bisogno di diverse figure per compiere i suoi gesti: le vittime, gli spettatori, gli aiutanti del bullo e via dicendo.
Da questo si evince che il bullismo è un fenomeno che esprime un disagio relazionale , dove tutti sono coinvolti. L’accento non può essere posto solo su uno degli attori coinvolti.
Se non si riflette su quest’ultimo punto il rischio è di cadere nella logica punitiva. Di colpire il più forte , ammesso che lo sia, secondo un’ottica moralistica, che non solo non aiuta a risolvere il problema, ma non fa altro che amplificarlo.
Spostando invece la riflessione sull’idea che ogni sintomo è un appello, espressione di un disagio, ci poniamo già in un’ottica di cambiamento.

Non dimentichiamo che nell’era di internet il bullismo spesso si esprime attraverso i social e la rete, colpendo nel vivo i ragazzi che divengono vittime di video o foto imbarazzanti, offensivi e denigratori. Si parla in tal caso di Cyberbullismo. E’ il mezzo che cambia, non la sostanza.

Se avete il dubbio che i vostri figli o chi amate sia vittima o addirittura incarni la figura del bullo, non eistate a chiedere aiuto, per verificare la situazione ed eventualmente agire per aiutare i ragazzi ad uscirne e difendersi. Rivolgetevi quindi agli insegnanti per un primo riscontro e poi ad uno psicologo, anche presso la vostra Asl. Conoscere il fenomeno è l’unico modo per riconsocerlo e combatterlo.

6 febbraio 2018

@diritti risrevati