Locazione: nessun rimborso al conduttore che esegue dei lavori senza il consenso del proprietario, anche nel caso di contratto risolto.

Chi conduce in locazione un immobile (nel gergo comune l’affittuario) può effettuare lavori all’interno della casa solamente previo consenso del proprietario.

Qualora egli realizzi all’interno dell’immobile dei lavori senza il necessario consenso del proprietario, si assumerà il rischio degli esborsi effettuati per la esecuzione dei lavori e per le migliorie apportate alla casa.

Secondo un nuovo orientamento giurisprudenziale, tale principio è applicato anche nel caso in cui il contratto di locazione venga risolto per la presenza di motivi che rendano inabitabile l’immobile e quindi per inadempimento del proprietario (il quale appunto ha locato un bene non idoneo ad essere abitato).

E’ il caso preso in esame dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 3548 del 10 febbraio 2017. Nella fattispecie, infatti, il conduttore, subito dopo aver concluso il contratto di locazione, aveva eseguito all’interno dell’appartamento dei lavori fognari, ma senza il consenso della proprietaria. Successivamente il conduttore aveva dovuto lasciare l’immobile in quanto non abitabile a causa della presenza di tarli nei soffitti di legno. Il contratto era quindi dichiarato risolto appunto per l’impossibilità di godimento del bene a causa dei tarli. Nonostante ciò il conduttore non ha potuto vedere rimborsate le spese affrontate per i lavori di fognatura, che hanno portato una miglioria all’immobile, in quanto eseguiti senza il consenso della proprietaria.

Ecco quindi che in caso di locazione è bene chiedere sempre ed ottenere per iscritto dal proprietario il consenso alla esecuzione di lavori che determinino delle migliorie all’immobile. Altrimenti il rischio è quello di non ottenere alcun rimborso.

20/02/2017

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