Separazione: no all’assegno di mantenimento se la moglie è in grado di mantenersi da sola. Non rileva il tenore di vita nè che la moglie si sia occupata dei figli durante il matrimonio.

La Cassaazione conferma il nuovo orientamento in materia di diritto della moglie separata ad avere l’assegno di mantenimento, riaffermando il principio della uguaglianza dei coniugi e della capacità della moglie di mantenersi da sola, indipendentemente dal tenore di vita mantenuto durante il matrimonio.

Con l’ordinanza n. 6663 del 16 marzo 2018 la Corte Suprema ha, ancora una volta, escluso il diritto della moglie separata all’assegno di mantenimento in quanto in grado di mantenersi da sola.

Possiamo quindi affermare che sia oramai consolidata la giurisprudenza per la quale non ha più alcuna rilevanza il tenore di vita che il marito poteva consentire alla famiglia di conservare grazie alle sue sostanze e redditi. O meglio, esso avrà rilevanza solamente per stabilire il quantum dell’eventuale assegno di mantenimento.

Se la moglie può mantenersi da sola e quindi ha indipendenza economica, in caso di separazione e divorzio, non ha diritto al mantenimento da parte del marito, anche se egli sia più ricco ed abbia più redditi di lei e ciò anche se la moglie, durante il matrimonio, si sia prevalentemente dedicata alla famiglia ed ai figli rinunziando al lavoro. Tale ultima circostanza potrà essere considerata solo nella quantificazione dell’eventuale assegno di mantenimento.

Ecco quindi confermato il nuovo orientamento, che di sicuro rende la vita più difficile alle mogli che per anni hanno fatto affidamento sulla ricchezza del marito.

Roma, 18 marzo 2018

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