La Trascuratezza Emotiva nel rapporto con i figli o con il partner: cosa è e quali conseguenze ha.

Si chiama Trascuratezza Emotiva e si ha quando una delle parti all’interno di un rapporto non supporti emotivamente l’altro. Sia che si tratti di un rapporto di coppia sia nell’ambito del rapporto genitore figlio.

La trascuratezza è fatta di cose non dette e non fatte, è una omissione, un non esser presenti per l’altro da un punto di vista emotivo. Vi rientrano tutti i casi di genitori che, pur non facendo mancare nulla al figlio da un punto di vista materiale, lo priva del supporto emotivo non mostrandogli affetto ed attenzioni. Una infanzia vissuta con un genitore che non sappia o non voglia esser presente da un punto di vista emotivo comporterà, in età adulta, una serie di rischi, come quello della depressione o altri disturbi di natura psichica.

Allo stesso modo nell’ambito di una coppia si può verificare che uno dei due partner, se non entrambi, non sia in grado di offrire all’altro supporto emotivo, trascurandolo. Certamente la trascuratezza emotiva ha diversi gradi di manifestazione e viene quindi percepita in modo diverso all’interno delle varie coppie a seconda del carattere delle persone ed il contesto in cui la coppia vive. Vi sono però alcune mancanze assolute che integrano in ogni caso la trascuratezza emotiva, come ad esempio non avere più alcun contatto fisico con l’altro partner o non dedicare mai del tempo all’altro.

La trascuratezza emotiva nella coppia è tale solo quando sia prolungata nel tempo, potendo capitare dei periodi in cui il partner si distacchi per brevi periodi.

La trascuratezza può avere varie origini, spesso altri problemi che il soggetto vive in modo pesante come problemi di salute o problemi di lavoro. E’ più frequente però che la trascuratezza emotiva dipenda da disturbi di natura psichica.

E’ necessario in ogni caso comprendere che in presenza di comportamenti di  Trascuratezza emotiva si è davanti ad un problema serio che crea una grave disfunzionalità all’interno della coppia o della relazione genitori figli. Chi subisce la trascuratezza emotiva da parte del partner o del genitore vive uno stato doloroso pesante, che comprometterà la sua vita futura. E’ necessario quindi prendere atto della presenza di questo status e reagire di conseguenza, richiedendo eventualmente l’aiuto di uno psicologo che possa aiutare la consapevolizzazione ed il distacco da questa situazione dolorosa e dannosa. Anche il genitore il quale si rapporti in tal modo nei confronti del figlio, privandolo della emotività, dovrebbe domandarsi da cosa derivi questa incapacità di dare emotività facendosi aiutare per non creare nel figlio gravi danni futuri.

24/9/2016

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Conto corrente in rosso: la Banca non può rifiutare la chiusura.

La banca non può rifiutare la chiusura del conto su richiesta del correntista nel caso in cui vi sia una esposizione debitoria da parte di quest’ultimo, continuando ad addebitare costi e spese sino al ripianamento dei debiti.

E’ l’articolo 1855 del codice civile e l’art. 120 del TUB a dire che il correntista ha diritto di recedere in qualsiasi momento dal contratto a tempo indeterminato con un preavviso di 15 giorni.

Nel caso in cui il correntista abbia il conto in rosso tenere in vita il conto non fa altro che peggiorare la situazione, lievitando l’esposizione debitoria a causa dei costi imposti dalla banca. In questi casi la banca non può in alcun modo rifiutare di chiudere il conto in rosso e dovrà chiuderlo immediatamente su richiesta del correntista.

In merito a ciò l’arbitro Bancario Finanziario del collegio di Milano ha definito “deplorevole” la prassi delle Banche di non chiudere il conto fino a che il cliente non ripiani la situazione debitoria. Il correntista quindi deve poter recedere dal conto corrente, anche se esso sia in rosso, in qualsiasi momento e senza penali. La banca che non vi provvede viola di doveri di correttezza e diligenza nella esecuzione del contratto.

24/9/2016

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Posso lasciare mio figlio da solo in casa? Quando è possibile lasciare soli i minorenni?

Spesso ci viene chiesto, in genere dalle mamme separate, se sia possibile lasciare da soli i figli minori in casa e da che età per non incorrere in azioni da parte dell’altro genitore  non collocatario.

Ricordiamo in primo luogo che è configurabile il reato di abbandono di minore nel caso in cui venga lasciato da solo il figlio che non abbia più di 13 anni per un tempo tale da fargli correre un rischio anche solo potenziale.

E’ frequente che i bambini vengano lasciati soli in casa anche per ore, ma è bene ricordare che esiste un reato vero e proprio per tale comportamento se i figli siano minori di anni 13. Questo accade anche se il bambino si trovi in un ambiente privo di pericoli o abbia a portata di mano un telefono per chiamare i genitori in caso di bisogno. L’abbandono che la legge prende in considerazione ai fini del reato, quindi, è anche quello temporaneo, per qualche ora, anche solo il tempo di andare a fare la spesa. Potenzialmente l’abbandono è configurabile anche se il minore di anni 13 venga lasciato solo per qualche minuto, sebbene in tal caso la valutazione viene lasciata all’apprezzamento del giudice che dovrà considerare l’età del minore e la situazione in generale.

Allo stesso modo è bene comprendere che il reato si perfeziona anche quando il minore venga lasciato con altre persone incapaci come ad esempio un fratello di poco più grande o un anziano che non sia in grado di prendersi cura del bambino per problemi di salute fisica o mentale.

Nei casi abbandono di minore è sufficiente fare una segnalazione alle forze dell’ordine, quindi non è necessario che qualcuno faccia una denuncia. Questo comporta che anche un vicino di casa, resosi conto della situazione, potrebbe chiamare le forze dell’ordine e segnalare che un minore è solo in casa, potendo anche conservare l’anonimato.

Per tutte queste ragioni è necessario valutare se lasciare i bambini minori di anni 13 soli in casa, in primo luogo per la loro sicurezza e poi anche per evitare segnalazioni da parte di vicini (a volte anche troppo vigili) o denunzie da parte del coniuge. Ricordate che a seguito della segnalazione o della denunzia il Tribunale per i minorenni effettua indagini tramite i servizi sociali che in certi casi possono portare anche a limitazioni della responsabilità genitoriale.

22/9/2016

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Bancomat smarrito: la Banca è responsabile per i prelievi abusivi e sospetti.

Se a seguito dello smarrimento della carta bancomat vengano eseguite operazioni allo sportello con prelievi abusivi ne risponde la Banca?

La Corte di Cassazione ha fatto luce su una tale ipotesi con la sentenza n. 16333 del 4/8/2016.

Nel caso preso in esame due correntiste avevano fatto domanda di risarcimento danni contro la Banca di poste Italiane a seguito di prelievi abusivi con bancomat il cui smarrimento era stato segnalato tardivamente.

La Corte di Cassazione è intervenuta definitivamente riconoscendo la responsabilità della Banca, rilevando che non può essere omessa la verifica dell’adozione da parte della banca di tutte le misure idonee a garantire al sicurezza del servizio da eventuali omissioni.

La Corte infatti si rifà alla figura del professionista inteso come l’accorto banchiere che deve essere sempre diligente ed attento tenendo conto dei rischi legati al tipo di attività svolta.

Nel caso deciso dalla Cassazione con la sentenza sopra indicata la Banca non aveva controllato l’andamento del conto corrente e non aveva quindi posto in essere tempestivamente le cautele necessarie ad evitare il protrarsi dell’uso indebito della Carta bancomat. Erano infatti palesemente anomali i prelievi effettuati sia per numero che per importo e la banca avrebbe dovuto vigilare.

Per tale ragione la Banca è stata ritenuta responsabile.

18/9/2016

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Unioni Civili : possono usufruire del “bonus Mobili”.

Il bonus mobili è una detrazione del 50% delle spese dall’Irpef che la legge offre alle giovani coppie sposate che abbiano acquistato  una abitazione da adibire ad abitazione principale entro determinati termini temporali. E’ necessario che almeno uno dei due non abbia superato i 35 anni di età.

Abbiamo già parlato del bonus mobili in altre occasioni ed abbiamo già esaminato i requisiti per ottenerlo.

Con la circolare del 31 marzo 2016 n. 7/E l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che un single di 35 anni può usufruire del bonus se entro il 31 dicembre 2016 si sposa ed acquista una unità immobiliare da adibire ad abitazione principale entro il 2 ottobre 2017.

Ebbene la legge Cirinnà, che come sappiamo ha regolamentato anche le Unioni Civili, ha stabilito che le disposizioni contenenti le parole coniuge o coniugi o termini equivalenti  “si applicano anche a ognuna delle parti dell’unione civile tra persone dello stesso sesso“.

Sulla base di ciò si presume che il Bonus Mobili debba essere applicabile anche alle unioni civili e non solo alla coppia che si sposa, purchè la unione civile sia stata validamente costituita nel 2016, almeno uno dei due membri della coppia unita civilmente sia di età non superiore ai 35anni nel 2016 e purchè la coppia unita civilmente abbia acquistato un immobile da adibire ad abitazione principale.

18/9/2016

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Meno tablet ai bambini e più noia! I nostri bambini passano troppo tempo davanti ai pc o smartphone o tablet sull’esempio degli adulti.

Quante volte abbiamo parlato della dipendenza, sempre più diffusa fra gli adulti, da internet e da tutti gli strumenti elettronici in grado di collegarci con il mondo virtuale.

Ebbene un recente studio condotto dalla Royal Society of Medicine (Aric Sigman) ha dimostrato quanto gli atteggiamenti degli adulti sempre più dipendenti dagli smartphone o tablet siano dannosi per i figli, influenzando negativamente le loro abitudini, il rendimento a scuola e la loro salute.

Non va dimenticato infatti che l’adulto è per il bambino un modello, un esempio, da cui il bambino trae ispirazione per comportarsi a propria volta e rapportarsi con il mondo esterno.

Il fatto che i genitori durante i pasti usino il tablet o guardino il telefono mentre si vede un film o si fa una passeggaita dà ai figli esempi errati, insegnando loro che la vita sia racchiusa in uno smartphone e nel contenitore Internet. La conseguenza è che il bambino, sull’esempio degli adulti, chiederà di poter giocare con il tablet mentre mangia o mentre vede un film o ancora peggio mentre studia o è in bagno, sulla falsa riga degli adulti che fanno altrettanto.

Gli esperti dunque consigliano di dare ai bambini delle regole. Ad esempio stabilire un tempo massimo da poter trascorrere sul tablet o pc o smartphone, non più di una o due ore al giorno e dopo aver fatto i compiti. Vietare l’uso di questi strumenti durante i pasti o mentre si vede un film o in bagno.

Gli esperti ancora una volta evidenziano l’estrema importanza che i bambini si annoino, imparino cioè a trovare da soli il modo per passare il tempo senza l’ausilio di strumenti digitali, giocando con i coetanei, disegnando, facendo sport.

I dati delle ricerche sono allarmanti. Basti pensare che a 7 anni i bambini di questa era hanno già giocato con cellulari o tablet o pc per un tempo di 24 ore al giorno per un anno e la situazione si aggrava con la crescita.

Ancora una volta siamo costretti ad accendere un allarme sui così detti nativi digitali o coding generation, cioè sulle generazioni che a partire dalla fine degli anni 80 sono cresciute con una tastiera in mano ed internet nel sangue. Molti i benefici, ma anche moltissimi pericoli, che non ci stanchiamo mai di ricordare.

Ai genitori pertanto il compito di aiutare i loro figli a crescere nell’era digitale in modo sano.

13/9/2016

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Separazione e Divorzio in Comune: non è più possibile prevedere l’assegno di mantenimento.

Il Decreto Legge n. 132 del 2014, ne abbiamo parlato diverse volte, ha introdotto la possibilità di richiedere la separazione legale o il divorzio direttamente presso gli uffici del Comune di residenza di uno dei coniugi o del Comune ove venne trascritto l’atto di matrimonio, con un notevole risparmio di denaro e di tempo.

Già si erano profilati diversi limiti a tale possibilità, fra i quali l’assenza di figli minorenni o maggiorenni ma economicamente non autosufficienti.

Si era poi discusso sulla possibilità di prevedere in tali casi l’asseno di mantenimento o divorzile per il coniuge (o ex coniuge).

A questo proposito era intervenuto il Ministero dell’Interno con la circolare del 24/4/2015, il quale aveva precisato che era possibile prevedere l’assegno di mantenimento o divorzile nell’ambito delle separazioni o dei divorzi richiesti avanti all’Ufficiale dello Stato Civile.

Ebbene, il Tar del Lazio con la sentenza 7813 del 7/7/2016 ha annullato la circolare di cui sopra.

In tal modo, da ora in poi, sarà possibile separarsi o richiedere il divorzio in Comune solamente in assenza di figli e di disposizioni patrimoniali di qualunque genere, compresi gli assegni di mantenimento o divorzili per il coniuge.

12/9/2016

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Separazione: se l’altro genitore non vuole mandare il figlio minore in vacanza da solo.

Sintomatico è il caso preso in esame dal Tribunale di Milano – sempre molto innovativo in tema di diritto di famiglia e dei minori – con una recente ordinanza (del 3 giugno 2016).

Si trattava di un padre separato il quale si vedeva costretto chiedere l’intervento del Tribunale per dirimere la controversia insorta con l’altro coniuge in relazione alla opportunità o meno di mandare la figlia, minorenne ma vicina alla maggiore età, in vacanza da sola all’estero.

La madre si era opposta ed è stata punita dal Tribunale per non aver ascoltato i desiderata e le necessità della figlia nel rispetto dell’esercizio della bigenitorialità e delle esigenze di crescita e sviluppo della minore.

In poche parole il Tribunale Lombardo ha voluto precisare che i genitori, nell’esercizio della responsabilità genitoriale, devono preventivamente ascoltare i loro figli e valutare le loro opinioni, prendendo poi la decisione migliore per la loro crescita e sviluppo psico fisico in modo congiunto, evitando il più possibile il ricorso ai Tribunali.

Nel caso di specie, infatti, la ragazza minorenne è stata ascoltata dal giudice Milanese al quale riferiva di aver manifestato ampiamente la sua volontà di fare la vacanza all’estero anche per la presenza in loco di una zia che avrebbe garantito una presenza adulta.

Nonostante ciò la madre, invece di valutare l’opportunità di mandare all’estero la figlia e di considerare questa come una occasione di crescita per la figlia, si era opposta senza motivo, costringendo il padre,al contrario,a richiedere l’intervento del giudice.

Il comportamento della madre è stato pertanto punito esemplarmente dal Tribunale, che l’ha condannata alle spese di giudizio, non solo perché la donna non ha ascoltato la figlia ma anche perché ha costretto il padre a fare ricorso ai giudici, appesantendo una situazione giudiziaria fra i coniugi già grave, invece che cercare di risolvere bonariamente la questione.

Riteniamo che tale sentenza vada interpretata nel modo giusto, nel senso che vada dato rilievo al compito importante dei genitori separati di prendere decisioni relative ai figli minori in modo congiunto e solidale, seguendo unicamente il bene superiore dei minori e non malumori e rancori personali.

Certamente non va interpretata nel senso che ogni richiesta di un figlio minorenne debba essere assecondato dai genitori solo perché richiesto dai figli.

Si tratta più che altro di una sorta di ennesimo ammonimento che il Tribunale ha voluto dare ad uno dei tanti genitori separati che operano “vendette”trasversali contro l’altro coniuge attraverso i figli.

Invitiamo quindi tutti i genitori separati o divorziati a voler condividere le scelte relative ai figli in modo consapevole e nel rispetto delle esigenze reali dei minori e delle loro necessità e non con l’obiettivo di contrastare l’altro coniuge. I nostri giudici sempre più di frequente stanno adottando decisioni punitive nei confronti di questi genitori “ostativi”, condannandoli ad ingenti spese di giudizio.

11/9/2016

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Nullo il divieto di animali da compagnia nei condomini.

Il condominio non può impedire ai condomini di tenere in casa cani e gatti o altri animali da compagnia. E’ questa una recente pronunzia del Tribunale di Cagliari (ord. n. 7170 del 22.07.2016) che così ha deciso anche nel caso in cui il divieto di tenere animali sia stato approvato all’unanimità dai condomini.

E’ bene ricordare che il diritto a tenere animali da compagnia in casa era già tutelato dall’art. 1138 del c.c. a seguito di una riforma del 2012, per cui il regolamento di condominio non poteva vietare ai singoli condomini di avere in casa animali domestici.

Si riteneva però che tale disposizione del codice potesse essere derogata con una delibera di tutti i condomini all’unanimità. Quindi, se tutti i condomini erano concordi si riteneva che potessero vietare l’accesso di cani o gatti nelle case degli appartenenti al condominio.

Ebbene il Tribunale di Cagliari ha smontato tale interpretazione precisando che ogni delibera, anche se presa all’unanimità, volta a vietare il possesso di animali domestici da parte dei condomini è da considerarsi nulla.

Non solo, ma il Tribunale ha chiarito che tale interpretazione vada seguita anche se il divieto sia contenuto in un regolamento condominiale di tipo contrattuale, cioè quello che si accetta e firma al momento dell’acquisto della casa, in genere predisposto dal costruttore. Anche il regolamento di natura contrattuale è pertanto nullo se prevede il divieto di animali domestici.

11/9/2016

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Hoverboard, l’evoluzione dello skateboard: quali limiti all’uso per strada o sui marciapiedi? A pagare sono i genitori!

I ragazzi ne vanno matti ed i genitori spesso sono costretti ad acquistare loro la novità del momento: l’Hoverboard.

Si tratta di una specie di skateboard elettrico composto da due pedane poste sullo stesso asse ed  unite fra loro e da due ruote parallele poste alle estremità delle pedane. I comandi per far muovere, frenare o ruotare l’hoverboard vengono dati tramite la pressione dei piedi, che appunto sono posti sulle pedanine.

L’hoverboard è sicuramente la moda del momento ed attira un po’ tutti i ragazzi. Ma, ci chiediamo, vi sono regole per l’uso su strada dell’hoverboard? Cosa accade se un ragazzo usandolo provoca la caduta di un pedone o danni a cose o a veicoli? Chi ne risponde? Inoltre, è possibile usare l’ Hoverboard su strada?

Ebbene il nostro codice della strada ancora non disciplina in modo esplicito l’uso di questo nuovo mezzo di trasporto e per ora esso viene considerato come un “acceleratore di andatura”, l’utilizzo del quale è vietato sulle strade pubbliche e sui marciapiedi.

Ricordiamo che l’art. 190 del codice della strada vieta la circolazione sulle strade mediante tavole, pattini o altri acceleratori di andatura, quindi anche mediante l’innovativo Hoverboard. Inoltre la norma vieta l’uso degli acceleratori di andatura anche sugli spazi riservati ai pedoni (marciapiedi).

Il codice inoltre vieta anche di effettuare su strade e marciapiedi giochi o gare con tali mezzi, prevedendo sanzioni più gravi in caso di gare organizzate con essi.

Stando a quanto precisato sopra, pertanto, l’ Hoverboard può essere utilizzato sicuramente nelle aree dedicate, cioè quelle ludiche come cortili o aree destinate al gioco. Inoltre teoricamente potrebbe essere usato sulla così detta banchina. Essa è quella parte della strada compresa fra il margine della carreggiata ed il più vicino marciapiede o spartitraffico o ciglio. In teoria in tali spazi lo skate elettrico potrebbe essere usato, ma di certo con notevole pericolo per chi lo usa e per gli altri.

In caso di violazione il codice della strada prevede una multa da 25 a 100 euro. Ma, in caso di violazione accertata, chi paga la multa?

Nessuna questione se ad usare l’ Hoverboard sia un maggiorenne. In caso di minorenne invece la multa verrà inflitta ai genitori. Sempre i genitori saranno tenuti a risarcire gli eventuali danni causati dal figlio minore il quale usando l’ Hoverboard provochi danni a persone o cose o veicoli di terzi.

La Cassazione ha infatti chiarito che le multe per violazione del codice della strada non possono essere inflitte a soggetti incapaci quali, appunto, i minori di età.

Attenzione quindi se i vostri figli minori usano l’ Hoverboard per strada o sui marciapiedi!

7/9/2016

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