E’ responsabile il conducente che investe il pedone, anche se questi non è sulle strisce.

Ce lo ribadisce la Cassazione con la sentenza n. 27513 del 1 giugno 2017: il conducente che investe il pedone è comunque responsabile, anche se il pedone non era sulle strisce, a meno che non sia ravvisabile una situazione del tutto imprevedibile.

E’ il caso di un motociclista che investe una signora procurandole varie fratture. L’investita non si trovava sulle strisce, che erano ad una distanza di circa 20 metri. I giudici del primo e secondo grado hanno giustamente ritenuto responsabile dei danni e condannato per lesioni colpose il centauro in quanto avrebbe potuto evitare il danno usando l’ordinaria diligenza ed attenzione richieste a chi sia alla guida. Veniva poi accertato che vi erano condizioni ottime di visibilità essendo ancora giorno ed il tratto di strada lineare, quindi non vi era alcuna attenuante per il motociclista, il quale, se avesse tenuto una andatura moderata e fosse stato vigile, non avrebbe investito la donna, anche se fuori dalle strisce.

La giurisprudenza è conforme nel ritenere che il conducente di un veicolo o motoveicolo deve sempre allertarsi in presenza di pedoni e deve sempre e comunque rallentare per consentire ai pedoni di attraversare, anche se non sulle strisce, mettendo in preventivo il fatto che essi potrebbero compiere azioni, come correre o svicolare, tali da rendere probabile un investimento.

La parola d’ordine per chi guida è quindi: rallentare sempre in presenza di pedoni e tenere la massima attenzione!

13 giugno 2017

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La donazione obnuziale perde effetto se le nozze non vengono celebrate. Ma quando si può parlare di donazione obnuziale?

Il caso è quello del fidanzato che acquista una casa e la intesta per il 50% alla fidanzata, con cui poi la relazione finisce saltando le nozze.

Il fidanzato in questione, saltato il matrimonio, richiede la caducazione della efficacia della donazione proprio perchè la relazione è finita ed il matrimonio annullato.

La Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 14203 del 7 giugno 2017 ha preso in esame un caso simile, sostenendo che la così detta donazione obnuziale, cioè la donazione che si effettua in vista dell’imminente matrimonio, è strettamente legata al verificarsi dell’evento matrimonio, ma deve risultare in modo certo nell’atto di donazione.

Nel caso in esame, quindi, non risultando alcun riferimento alle nozze nell’atto di donazione, questa non può considerarsi come una donazione obnuziale e quindi non perderà efficacia per il fatto che le nozze non sono più state celebrate.

Inoltre i giudici avevano verificato che in realtà la donazione in questione era avvenuta dopo l’annullamento delle nozze ed in particolare per remunerare la ex fidanzata del lavoro svolto per anni a titolo gratuito presso il ristorante dell’ex compagno.

E’ bene quindi ricordare che la donazione effettuata in vista di un matrimonio, per essere considerata a tutti gli effetti di legge una donazione obnuziale deve risultare in modo chiaro in un formale atto di donazione. Solo in tal caso se saltano le nozze sarà possibile caducare la donazione, che quindi perderà effetto in quanto era soggetta alla codizione che il amtrimonio avesse luogo.

13 giugno 2017

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Si all’assegno di mantenimento per il figlio che studia fuori città.

Cosa accade se, in caso di separazione legale dei coniugi, il figlio maggiorenne studente stia spesso fuori città per studiare e rientri in casa solo durante le vacanze o appena possibile? Il padre, in questi casi, è comunque tenuto a versare alla ex moglie l’assegno per il mantenimento del figlio?

Verrebbe da pensare che, poichè il figlio non convive in modo stabile con la madre, non vi siano gli estremi perchè questa sia titolare dell’assegno per il mantenimento del figlio.

I casi dei figli maggiorenni che vanno a studiare fuori città sono numerosissimi. I ragazzi si iscrivono ad università fuori città e quindi vanno ad abitare in una casa presa in locazione insieme ad altri studenti o ospiti di parenti o amici, salvo poi rientrare a casa per le vacanze di Pasqua o Natale o nei fine settimana.

In casi di separazione legale dei coniugi, salvo eccezioni motivate, la ex casa familiare sarà assegnata alla madre in quanto in essa convivono i figli minorenni o maggiorenni non autonomi e le sarà per questo riconosciuto un assegno per il mantenimento dei figli, che graverà sul marito/ padre. Ebbene questi non potrà esimersi dal versare l’assegno per i figli che stiano gran parte del tempo fuori casa per motivi di studio.

Lo conferma la Cassazione con l’ordinanza n. 14241 del 7 giugno 2017, la quale osserva che situazioni come quelle sopra descritte non escludono il requisito della convivenza, sempre che permanga il collegamento stabile con la casa familiare. La convivenza con i figli, chiarisce la Corte, può anche non essere quotidiana ed anzi può anche essere caratterizzata dalla assenza del figlio per periodi non brevi per motivi di studio, purchè però il figlio faccia ritorno a casa non appena possibile.

Questo il principio ribadito dalla Cassazione ed applicato anche dal Tribunale di Roma sezione famiglia.

9/6/2017

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