A che età è giusto consentire alle bambine di truccarsi?

Spesso le bambine chiedono ai genitori di poter mettere del trucco sul viso, quindi rossetto o mascara o anche lo smalto alle unghie delle mani.

Troppo spesso purtroppo si vedono bambine truccate e vestite come adulte a scuola e troppo spesso i genitori consentono alle loro figlie di adottare comportamenti e costumi tipici dell’adulto.

Ci riferiamo qui alle bambine fino alla età preadolescenziale e quindi fino a tutto il periodo delle scuole medie.

E’ normale che le bambine ad un certo punto vogliano imitare la mamma, iniziando ad usare le sue scarpe, i suoi trucchi o i vestiti e giocando a fare le adulte in casa. Nessun problema fin qui. E’ infatti importante che i bambini sperimentino la fase del travestimento, che permette loro di prendere coscienza della loro individualità.

L’errore invece è di consentire loro di usare questi “travestimenti” anche al di fuori delle mura domestiche ed iniziare quindi ad avere comportamenti da adulte all’esterno, a scuola o nei momenti liberi fuori casa. Le bambine iniziano ad usare lo smalto o il mascara o il rossetto o vestiti da adulte nella vita quotidiana, perdendo la loro identità di bambine troppo presto.

E’ possibile consentire alle bambine di usare magari un pò di smalto o del mascara in una occasione particolare come un compleanno, ma deve trattarsi di una eccezione.

Sarà sufficiente spiegare alla figlia che è ancora troppo piccola per usare i trucchi o vestiti non adatti alla sua età, senza troppe altre spiegazioni. Il genitore deve far sentire la propria autorità, non lasciandosi convincere dal fatto che altre bambine nella scuola usano i trucchi.

Roma, 29 settembre 2017

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Separazione: se i figli vivono in altra città, il padre deve versare l’assegno di mantenimento alla madre?

E’ comune la circostanza che i figli maggiorenni vadano a studiare o a cercar lavoro in una città diversa da quella della residenza della madre, con cui convivevano dopo la separazione o divorzio dei genitori.

Ci si chiede in tal caso se il padre sia comunque tenuto a versare alla madre l’assegno per il mantenimento dei figli qualora provveda direttamente al pagamento delle spese per il loro soggiorno in altra città.

Molti tribunali regolerebbero una ipotesi del genere revocando l’assegno mensile di mantenimento che il padre deve versare alla madre in quanto i figli vivono in altra città e le spese sono pagate dal padre stesso.

Ebbene con una recentissima sentenza (n. 8971/17) il Tribunale di Napoli ha manifestato una tendenza completametne diversa. I giudici partenopei infatti hanno stabilito che l’assegno di mantenimento per i figli dovuto dal padre alla madre permane anche quando i ragazzi vivano in altra città ed anche se il padre provveda direttamente alle spese. La decisione si fonda sulla constatazione, nel caso concreto, del legame profondo che unisce i figli alla madre, presso cui tornano saltuariamente e della instabilità non solo emotiva ma anche economica dei ragazzi, il cui futuro è ancora molto incerto.

Si tratta di una decisione forse discutibile, ma dimostra come i singoli casi concreti debbano essere valutati nel particolare e come, sempre più spesso, sia divenuto difficile dare delle linee guida certe in materia di diritto di famiglia, nell’ambito del quale le variabili sono moltissime e rendono per questo ogni caso unico e diverso.

Roma, 29 settembre 2017

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