Separazione e divorzio, le spese straordinarie per i figli: quali spese non sono straordinarie e non vanno rimborsate?

In caso di separazione o divorzio dei coniugi ed in presenza di figli minori o maggiorenni conviventi ed economicamente non autonomi, il genitore (in genere il padre) con cui i figli non vivono stabilmente dovrà versare all’altro genitore un assegno per il loro mantenimento e partecipare, in genere nella misura del 50%, alle spese straordinarie.

Quali sono queste spese straordinarie? Genericamente possiamo dire che esse sono quelle scolastiche, sportive , sanitarie e ricreative da affrontare per i figli. Poichè molti erano i contrasti e le interpretazioni in merito a tali spese, iversi Tribunali d’Italia hanno adottato dei protocolli, i quali chiariscono l’argomento.

In particolare il Protocollo del Tribunale Ordinario di Roma ha dato una ampia e precisa interpretazione delle spese straordinarie e di come esse vadano gestite dai genitori in caso di separazione o divorzio.

In questa sede vogliamo precisare quali siano le spese che rientrano nel normale assegno mensile di mantenimento e che quindi non possono essere richieste in fase di rimborso al 50%, insomma le spese che sono a carico del genitore con cui i figli convivono stabilmente.

E’ ben infatti ricordare che tutte le spese per il vitto, l’alloggio ed abbigliamento sono a carico del genitori con cui i figli convivono. Allo stesso modo le spese scolastiche di cancelleria e le tasse scolastiche (salvo quelle universitarie). Sempre a carico del genitore con cui i figli convivono sono le spese per la mensa e tutte quelle per il trasporto urbano (quindi tessere per autobus, metro etc), per il carburante del motorino o della vettura e le spese per le ricarche del cellulare. Lo stesso vale per le spese per i medicinali da banco (quindi ad esempio aspirine, antipiretici, antibiotici o medicinali per cure stagionali o periodihe). Rientrano sempre nell’assegno mensile di mantenimento le spese per le uscite scolastiche di una giornata, quelle per la baby sitter (se erano già presenti prima della separazione) e quelle estetiche (per parrucchiere o estetista).

16 ottobre 2017

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