Casa Vacanze nel condominio: quali i limiti.

Sempre più diffuse sono le case vacanze realizzate dai proprietari di appartamenti situati in condomini. Il proprietario affitta le stanze del suo appartamento per pochi giorni ai turisti, trasformando così il suo immobile in una sorta di Bed and Breakfast.

Il problema spesso sorge perchè il condominio, mal tollerando la presenza della casa vacanze, agisce in giudizio contro il proprietario chiedendo l’inibizione della attività commerciale all’interno del condominio.

E’ il caso preso in esame dal Tribunale di Roma e deciso con la sentenza n. 23926 del 14/12/2017. Nella fattispecie  il Tribunale dà ragione al proprietario in quanto in effetti il regolamento di condominio non vietava nello specifico la realizzazione di case vacanze nello stabile condominiale, ma solo lo svolgimento di attività lesive della tranquillità e quiete del condominio. Ebbene quest’ultimo non è stato in grado in corso di causa di dimostrare che lo svolgimento dell’attività di affittacamere provocava fastidi ai condomini e metteva a rischio al tranquillità dello stabile, tanto è vero che i singoli condòmini testimoniavano di vedere solo ogni tanto qualche turista. Nessun via vai intollerabile di turisti o rumori e schiamazzi.

Ecco quindi che l’attività della Casa Vacanze può continuare nel condominio.

Roma, 25 giugno 2018

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