Comunione dei beni fra i coniugi: cosa accade se uno dei due coniugi ha dei debiti? Esclusi dalla comunione i beni ricevuti per donazione o successione.

La comunione dei beni fra i coniugi comporta che, qualora uno dei due coniugi abbia dei debiti, il creditore potrà aggredire e pignorare i beni facenti parte della comunione, sebbene l’altro coniuge sia estraneo al debito contratto.

Questo vuol dire che il creditore potrà, ad esempio, pignorare l’intero immobile rientrante nella comunione dei beni.

In tal caso il coniuge non debitore non potrà opporsi alla vendita all’asta della casa, anche se estraneo al debito contratto dall’altro coniuge ed anche se metà del bene sia di sua proprietà perché rientrante nella comunione. Il coniuge non debitore, però,  potrà  partecipare all’asta ed acquistare egli stesso l’immobile o, in caso di vendita a terzi, avrà diritto a vedersi pagato il 50% del ricavato. Il creditore si rifarà quindi solamente sul valore del 50% del bene.

La comunione dei beni fra i coniugi, pertanto, comporta tale pericolo, che non va sottovalutato.

Vi sono però due eccezioni che riguardano i beni (di solito immobili) ottenuti da un coniuge attraverso una donazione o una eredità. Questi beni non entreranno a far parte della comunione dei beni fra i coniugi, ma rimarranno nel patrimonio personale ed esclusivo del coniuge che li abbia ricevuti. Per tali ragioni su questi immobili i creditori dell’altro coniuge non potranno avanzare pretese e non potranno procedere a pignoramento.

1/6/2016

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