Contratto di locazione: nullo il patto fra locatore e conduttore relativo al pagamento di un canone maggiore rispetto a quello dichiarato nel contratto registrato.

Parlando dei contratti di locazione ci soffermiamo sull’uso, molto diffuso, del pagamento da parte del conduttore di un canone mensile superiore rispetto a quello indicato nel contratto registrato.

Spesso infatti il locatore (proprietario di casa) ed il conduttore (affittuario) si accordano verbalmente al fine di dichiarare un canone più basso nel contratto registrato. Nella realtà il conduttore ogni mese verserà nelle mani del locatore un importo più alto.

Si tratta, è evidente, di un modo per eludere le tasse. Così facendo infatti il locatore potrà dichiarare un reddito da locazione inferiore al reale e quindi pagare meno tasse. E’pertanto una modalità che va unicamente a vantaggio del proprietario di casa, che elude il fisco.

In casi del genere il patto verbale fra locatore e conduttore relativo alla quota maggiore del canone dichiarato è nullo per la legge con la conseguenza che il conduttore potrà agire in giudizio contro il locatore per richiedere ed ottenere la restituzione delle quote maggiorate di canone versate.

Lo ha confermato di recente la Cassazione con la sentenzadel 13 novembre 2018.

Roma, 14 novembre 2018

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