Dal nostro Partner www.mrbanca.com : la tassazione delle plusvalenze dalla cessione di titoli partecipativi per le persone fisiche.

A partire dalla legge di stabilità del 2014, sono state introdotte numerose novità per quanto riguarda la tassazione delle rendite di capitali. Il decreto legge nr. 66 del 2014 emesso dal governo Renzi ha riformato in maniera radicale e rialzato le aliquote relative alle rendite finanziarie.

Tassazione Plusvalenze e Minusvalenze

Iniziando dal caso di cessione di partecipazioni (azioni di S.p.a. o quote di S.r.l.), si possono creare delle plusvalenze (o delle minusvalenze). La plusvalenza si verifica nel momento in cui il valore di realizzo ovvero il valore di vendita del titolo partecipativo sia superiore al valore di acquisto.

Ai fini dell’Imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) è tassabile soltanto la plusvalenza, mentre la minusvalenza non concorre alla formazione del reddito. La tassazione della plusvalenza è differenziata a seconda del tipo di partecipazione ceduta.

Plusvalenza derivante da una cessione di partecipazioni non qualificate

Come ricordato pocanzi a partire dal primo luglio 2014 la tassazione della plusvalenza è tassata con imposta sostitutiva del 26% (articolo 3, commi da 1 a 14 e articolo 4, comma 1, del D.L. n. 66/2014, convertito in Legge n. 89/2014). La tassazione può avvenire in due modi: attraverso la dichiarazione del reddito all’interno del modello Unico persone fisiche nel quadro RT (nel caso il soggetto abbia operato in maniera autonoma o attraverso brokers ed intermediari non residenti nel territorio dello stato o non registrati in Italia a fini fiscali), o attraverso un sostituto d’imposta nel territorio italiano, in questo caso il sostituto può essere l’intermediario, la banca o la società di intermediazione mobiliare (SIM) o la società gestrice del risparmio (SGR), che tratterrà il 26% e lo verserà all’erario.

Plusvalenza da cessione di una partecipazione qualificata

In questo caso la plusvalenza verrà tassata normalmente e concorrerà a formare l’imponibile Irpef e quindi la tassazione avverrà secondo gli scaglioni di riferimento. L’unica cosa importante da calcolare è che la plusvalenza non concorrerà pienamente a formare reddito imponibile, ma concorrerà solamente per il 49,72%. La plusvalenza dovrà essere indicata all’interno del modello UNICO al quadro RT sezione III.

Definizione di partecipazione qualificata

Come abbiamo visto a seconda del fatto che la partecipazione sia qualificata o no vi è una differente tassazione. Per cui la partecipazione si definisce qualificata quando il titolare delle quote o azioni in una società di capitale non quotata nei mercati finanziari, possiede almeno il 20% dei diritti di voto esercitabili in assemblea ordinaria ovvero al 25% del capitale o patrimonio sociale. Per quanto riguarda le società quotate in mercati regolamento, la soglia per definire qualificata la partecipazione scende al 2% o una percentuale superiore dei diritti di voto esercitabili in assemblea ordinaria o al possesso del 5% o più, del capitale o patrimonio sociale.

Il pagamento dell’imposta sulle plusvalenze

Nel caso in cui, le plusvalenze derivanti da partecipazioni non qualificate, ottenute nell’anno solare 2016, ,non siano state assoggettate ad imposta sostitutiva al 26%, trattenute e versate da un sostituto d’imposta (Banca, SIM, SGR o altro intermediario), in questo caso tale imposta va versata all’erario dal contribuente direttamente attraverso il mod.F24 indicando i propri dati personali come cognome, nome, data e luogo di nascita e codice fiscale, oltre alla somma da versare ed il codice identificativo del tributo, in questo caso il “1100” e l’anno di riferimento ovviamente il 2016. Le imposte vanno versate entro il 16 giugno 2017 (o entro il 16 luglio 2017 con la maggiorazione dello 0,40%), salvo proroghe del governo.

Scaglioni ed aliquote IRPEF

Reddito imponibile Aliquota Imposta dovuta sui redditi intermedi
fino a 15.000€ 23% 23% del reddito
da 15.001 fino a 28.000€ 27% (3.450€+ 27% sulla parte oltre i 15.000,00€
da 28.001 fino a 55.000€ 38% (6.960€ + 38% sulla parte oltre i 28.000,00€
da 55.001 fino a 75.000€ 41% (17.220,00 + 41% sulla parte oltre i 55.000,00€
oltre 75.000€ 43% (25.420,00 + 43% sulla parte oltre i 75.000,00€

20/02/2017

Articolo tratto da: Mister Banca Un sito utile per saperne di più su: conti correnti, prestiti, mutui, assicurazioni ed investimenti on line.

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