Frequentazione limitata padre-figlia in caso di forte conflittualità fra i genitori separati.

E’ del 12 settembre 2018 (n. 22219) l’ordinanza con cui la Suprema Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte di Appello di Roma che limitava ad un solo giorno il diritto di visita padre – figlia a causa dell’altissima conflittualità fra i genitori.

Nel caso preso in esame dalla Cassazione i due coniugi si erano separati giudizialmente ed in fine la Corte di Appello di Roma aveva limitato ad un giorno le visite fra il padre e la figlia, pur affidando la minore ad entrambi i genitori e collocandola presso la madre.

Precisiamo che in genere i giudici della separazione tendono a favorire i tempi di frequentazione del genitore non collocatario con il figlio minore e ciò per garantire che il figlio conservi con il genitore con cui non vive più in modo stabile una certa familiarità ed intimità.

Ecco quindi che la tendenza è quella di dare al padre (che di regola è il genitore non collocatario) tempi di frequentazione il più possibile ampi, sempre nel rispetto dei suoi impegni lavorativi e delle possibilità abitative. Sempre più spesso infatti vengono garantiti al padre diversi pernotti e quasi una equiparazione dei tempi di permanenza del minore con i due genitori. Chiaramente tutto ciò è possibile ove la conflittualità fra i due genitori non sia tale da rendere difficile la gestione di tali tempistiche e modalità.

Nel caso in esame infatti i due genitori risultavano avere una altissima conflittualità che, come fa notare la Cassazione, costringeva continuamente la figlia minore a dover fare delle scelte e subire il così detto conflitto di fedeltà. La figlia cioè si vedeva continuamente messa al centro dei conflitti fra i genitori, dovendo ogni volta scegliere se schierarsi con la figura paterna o con quella materna.

Per tale ragione i giudici hanno ritenuto di dover limitare ad un giorno le visite padre-figlia.

Tale provvedimento appare effettivamente grandemente limitativo della funzione genitoriale paterna e bisognerebbe valutare tutte le prove e le circostanze emerse nel corso di causa per comprendere fino in fondo le motivazioni di una tale decisione.

Sta di fatto comunque che la forte conflittualità fra i genitori spesso e volentieri viene “punita” attraverso provvedimenti che si ripercuotono sui figli, quasi a voler spingere i genitori a comprendere la necessità di mitigare la conflittualità e ritrovare, magari anche con l’aiuto di professionisti specializzati, una nuova modalità di comunicazione e nuovi equilibri per il bene superiore dei loro figli.

Roma 13 settembre 2018

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