Locazioni: gli inquilini che hanno denunciato i contratti in nero pagano un canone minimo, pari al triplo della rendita catastale.

La Commissione Bilancio della Camera dei Deputati ha approvato da pochi giorni un emendamento alla Legge di stabilità 2016 che dispone:
“4-bis. Per i conduttori che, per gli effetti della disciplina di cui all’articolo 3, commi 8 e 9, del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, prorogati dall’articolo 5, comma 1-ter, del decreto-legge, 28 marzo 2014, n. 47, convertito con modificazioni dall’articolo 1, comma 1, della legge 23 maggio 2014, n. 80, hanno versato, nel periodo intercorso dall’entrata in vigore del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23 al giorno 16 luglio 2015, il canone annuo di locazione nella misura stabilita dalla disposizione di cui all’articolo 3, comma 8, del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, l’importo del canone di locazione dovuto ovvero dell’indennità di occupazione maturata, su base annua, è pari al triplo della rendita catastale dell’immobile, nel periodo considerato”.
In poche parole con questo emendamento si è inteso bloccare le alte richieste di denaro avanzate dai proprietari locatori nei confronti degli inquilini che avevano denunciato i contratti di locazione in nero.
Per comprendere meglio è necessario fare qualche passo nel passato. Infatti le disposizioni precedenti (D.lgs. n. 23/2011) prevedevano dei vantaggi in favore di coloro che provvedevano a regolarizzare gli affitti così detti “in nero”. Denunciando quindi l’affitto in nero vi era la possibilità di ottenere contratti di locazione di 8 anni (4+4) ad un canone vantaggiosissimo cioè pari al triplo della rendita catastale.
Nel 2014 sul D.lgs. n. 23/2011, che appunto prevedeva questa norma, cadeva la longa manus della Corte Costituzionale per eccesso di delega.
A quel punto interveniva il D.L. n. 47/2014, convertito con legge n. 80/2014, il quale prorogava fino al 31/12/2015 gli effetti ed i rapporti sorti in base ai contratti di locazione registrati ai sensi dell’art. 3 commi 8 e 9, del D.lgs. n. 23/2011. Ma anche questa sanatoria cadeva nel nulla nel luglio 2015: la Corte Costituzionale infatti dichiarava incostituzionale questa disposizione.
Pertanto gli inquilini che si erano fatti parte diligente denunciando i contratti di locazione in nero si sono trovati “puniti” invece che agevolati. Infatti, a seguito dell’intervento della Corte Costituzionale che ha posto nel nulla la previsione del D.lgs. 23/2011, moltissimi locatori (proprietari) si sono attivati per richiedere agli inquilini il pagamento di tutti i canoni arretrati o meglio il pagamento della differenza fra il canone agevolato previsto in origine dal D.lgs 23/2011e quello concordato in nero alla firma del contratto.
Ecco che l’emendamento da poco votato è intervenuto proprio per porre fine a questa situazione e tutelare gli inquilini. Infatti da adesso i proprietari potranno richiedere agli inquilini che abbiano provveduto a denunciare i contratti di locazione in nero secondo il D.lgs 23/2011 unicamente il canone di locazione o l’indennità di occupazione “pari al triplo della rendita catastale dell’immobile, nel periodo considerato”.