Meno tablet ai bambini e più noia! I nostri bambini passano troppo tempo davanti ai pc o smartphone o tablet sull’esempio degli adulti.

Quante volte abbiamo parlato della dipendenza, sempre più diffusa fra gli adulti, da internet e da tutti gli strumenti elettronici in grado di collegarci con il mondo virtuale.

Ebbene un recente studio condotto dalla Royal Society of Medicine (Aric Sigman) ha dimostrato quanto gli atteggiamenti degli adulti sempre più dipendenti dagli smartphone o tablet siano dannosi per i figli, influenzando negativamente le loro abitudini, il rendimento a scuola e la loro salute.

Non va dimenticato infatti che l’adulto è per il bambino un modello, un esempio, da cui il bambino trae ispirazione per comportarsi a propria volta e rapportarsi con il mondo esterno.

Il fatto che i genitori durante i pasti usino il tablet o guardino il telefono mentre si vede un film o si fa una passeggaita dà ai figli esempi errati, insegnando loro che la vita sia racchiusa in uno smartphone e nel contenitore Internet. La conseguenza è che il bambino, sull’esempio degli adulti, chiederà di poter giocare con il tablet mentre mangia o mentre vede un film o ancora peggio mentre studia o è in bagno, sulla falsa riga degli adulti che fanno altrettanto.

Gli esperti dunque consigliano di dare ai bambini delle regole. Ad esempio stabilire un tempo massimo da poter trascorrere sul tablet o pc o smartphone, non più di una o due ore al giorno e dopo aver fatto i compiti. Vietare l’uso di questi strumenti durante i pasti o mentre si vede un film o in bagno.

Gli esperti ancora una volta evidenziano l’estrema importanza che i bambini si annoino, imparino cioè a trovare da soli il modo per passare il tempo senza l’ausilio di strumenti digitali, giocando con i coetanei, disegnando, facendo sport.

I dati delle ricerche sono allarmanti. Basti pensare che a 7 anni i bambini di questa era hanno già giocato con cellulari o tablet o pc per un tempo di 24 ore al giorno per un anno e la situazione si aggrava con la crescita.

Ancora una volta siamo costretti ad accendere un allarme sui così detti nativi digitali o coding generation, cioè sulle generazioni che a partire dalla fine degli anni 80 sono cresciute con una tastiera in mano ed internet nel sangue. Molti i benefici, ma anche moltissimi pericoli, che non ci stanchiamo mai di ricordare.

Ai genitori pertanto il compito di aiutare i loro figli a crescere nell’era digitale in modo sano.

13/9/2016

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