Nel Far West di Equitalia, attenzione alla nullità delle multe arretrate.

Ancora su Equitalia, attenzione alle nullità! Sono nulle e quindi prive di di effetto le intimazioni di pagamento recapitate da Equitalia all’automobilista per le multe arretrate. Se Equitalia non produce in giudizio le cartelle originali ed il trasgressore oppone la irregolarità eccependo la mancanza di notifica e contestando il contenuto della raccomandata, allora è Equitalia (ovvero il mittente) a dover provare sia l’avvenuto invio e ricevimento, sia il contenuto della raccomandata.
Non è sufficiente per l’agente della riscossione depositare in giudizio l’estratto di ruolo aggiornato alla data dell’esibizione perché l’estratto non rappresenta una fotografia delle somme richieste nella cartella esattoriale al momento della notifica. È quanto emerge dalla sentenza 3021/15, pubblicata dalla sezione civile del giudice di pace di Salerno che ha affermato testualmente che “Il mittente deve provare il contenuto della busta quando il destinatario contesta la raccomandata” e “Spetta a Equitalia dimostrare che nella raccomandata c’è la cartella di pagamento”.
Si rammenta che in base all’articolo 26 del Dpr 602/73 l’agente della riscossione deve conservare per cinque anni la matrice o la copia della cartella perché è tenuto a esibirle su richiesta del contribuente o dell’amministrazione.
Se invece, come accaduto e come accade di frequente, Equitalia produce soltanto le copie degli avvisi di ricevimento delle cartelle e l’estratto di ruolo relativo, ciò non basta a dimostrare il credito azionato riportato nelle intimazioni.
L’estratto di ruolo non può assolvere alla funzione di provare il contenuto della cartella esattoriale perché rappresenta soltanto momento evolutivo del debito del contribuente verso l’ente impositore per il tramite dell’agente della riscossione e non costituisce una raffigurazione statica delle somme pretese dalla cartella esattoriale al momento della notifica dell’atto impositivo.