No all’assegno divorzile all’ex coniuge che instaura una stabile convienza, anche se il convivente sia stato dichiarato fallito.

Interviene ancora la Cassazione con la recentissima ordinanza 12879 depositata il 22 maggio 2017 in materia di assegno divorzile.

La suprema Corte si riporta ad altre precedenti decisioni (6885/15 e 2466/16) per confermare che l’instaurazione di una convivenza more uxorio da parte della ex moglie con un nuovo compagno fa venire meno il suo diritto all’assegno divorzile.

Il principio sembra oramai indiscutibile ed applicato anche dai Tribunali, come quello di Roma, e si basa sulla circostanza che la costituzione di un nuovo legame affettivo da parte dell’ex coniuge, sempre che tale legame sia caratterizzato da una stabile convivenza, comporta la decadenza da qualsiasi diritto ad ottenere un assegno divorzile da parte dell’altro ex coniuge.

La sentenza oggi commentata aggiunge un elemento in più, stabilendo che non ha alcun rilievo la circostanza che il nuovo compagno della ex coniuge non possa contribuire al suo mantenimento in quanto dichiarato fallito. Ecco quindi che a nulla rileverà la circostanza che la nuova convivenza sia instaurata con un compagno/a che non abbia mezzi economici, essendo al contrario rilevante unicamente il fatto che il legame con l’ex coniuge si sia definitivamente reciso per una scelta ben precisa di iniziare una nuova vita di coppia e che quindi ogni dovere di solidarietà cessa definitivamente per una scelta libera dell’ex coniuge.

24 maggio 2017

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