Non perde i benefici fiscali sulla prima casa il coniuge che trasferisce all’altro l’immobile prima dei cinque anni nell’ambito di un accordo di separazione o divorzio.

Il coniuge che in sede di modifica delle condizioni di separazione trasferisce alla moglie la casa prima del quinquennio conserva i benefici fiscali della prima casa.

E’ quanto ha stabilito la Cassazione in una recente sentenza (8104 del 29 marzo 2017).

In particolare la Corte rileva che il trasferimento dell’immobile avvenuto nell’ambito della modifica delle condizioni della separazione rientra nell’ambito di quei particolari contratti definiti “contratti della crisi coniugale”. Si tratta cioè di trasferimenti immobiliari che non sono né vendite né donazioni, ma avvengono fra i coniugi per definire la crisi coniugale e raggiungere quindi un accordo nell’ambito di una separazione o divorzio. Tanto è vero che tali trasferimenti non avvengono a titolo oneroso, ma sono effettuati gratuitamente da un coniuge all’altro proprio per definire la crisi familiare con un accordo economico accettato da entrambi.

Ebbene in casi come questi, lo ha precisato la Cassazione con la sentenza di pochi giorni fa, il coniuge che trasferisce all’altro l’immobile non perde i benefici fiscali prima casa se il trasferimento avviene prima del decorso dei cinque anni di legge e ciò in quanto il trasferimento rientri nell’ambito della definizione bonaria di una separazione o divorzio e sia quindi destinato a dirimere un conflitto fra i coniugi.

3 aprile 2017

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