Quanti soldi posso prelevare dal mio conto corrente e quanti ne posso versare?

Quali sono i limiti per prelevare denaro contante dal conto corrente e per versarne?
Una domanda che ci viene spesso posta e che richiede una netta distinzione fra le due fattispecie.
Infatti se esistono precisi limiti al prelievo dei contanti dal nostro conto corrente, in quanto lo stato in tal caso vuole evitare e comunque tenere sotto controllo la circolazione del denaro combattendo così l’evasione fiscale, tali limiti non esistono per il versamento di contanti sul proprio conto corrente.
Il Decreto Fiscale 193/2016, relativo alla Legge di Bilancio 2017 (art. 7 Quater) ha modificato quello che prima era il limite dei 3.00,00 euro, innalzandolo ad euro 1.000,00 al giorno per un massimo di euro 5.000,00 al mese.
Qualora si dovessero superare tali limiti, si sarà soggetti a controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate, alla quale dovrà essere giustifato l’uso del contante prelevato. In caso contrario vi sarà una presunzione di attività illecita o di nero con la conseguenza che gli importi prelevati saranno considerati come ricavi, che sarnno pertanto assoggettati alla tassazione.
Il limite introdotto dal Decreto Fiscale in oggetto riguarda gli imprenditori, i commercianti, gli artigiani, le imprese, ma non i liberi professionisti. Lo stesso discorso vale ovviamente anche per i privati cittadini, i quali in caso di prelievi superiori ai suddetti limiti dovranno tenere traccia di ogni movimentazione, così da poter giustificare al fisco ogni prelievo ed ogni uscita.
Diverso è invece il caso in cui si voglia versare del denaro contante nel nostro conto corrente.
In una tale ipotesi, infatti, non vi è circolazione di denaro fra soggetti diversi, come si presume accada nel primo caso, ma il soggetto versa proprio denaro all’interno del proprio conto corrente.
E’ ben chiaro che qualora la somma contante versata sia ingente potrà intervenire l’Agenza delle Entrate la quale potrà richiedere la provenienza di tale denaro.
Nessun problema pertanto se si sia in grado di dimostrare da dove provengano quei liquidi (ad esempio da un prestito ricevuto da un genitore dimostrabile attraverso una eguale uscita dal conto corrente del genitore). Diversamente l?agenzia delle Entrate potrà considerare i versamenti di contante quali frutto di attività non dichiarate.
Roma, 4 maggio 2017
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