Spese per l’acquisto del condizionatore: è possibile detrarle dalle tasse.

Sta per arrivare il caldo e come ogni anno molti stanno pensando di acquistare o di sostituire il condizionatore. E’ bene sapere che è possibile detrarre dalle tasse le spese per l’acquisto o la sostituzione del condizionatore, sia che avvenga durante una ristrutturazione sia che avvenga per dotare la propria casa di un impianto di condizionamento.

Nel caso di ristrutturazione edile la detrazione per l’acquisto dei condizionatori è pari al 50% del loro costo, oltre ad una riduzione dell’Iva al 10%.  Questo tipo di detrazione è applicabile solo nei casi di unità immobiliari residenziali, nei condomini e parti comuni.

Nel caso invece di climatizzatori ad alta efficienza energetica che sostituiscano l’impianto di riscaldamento la detrazione è del 65% del costo e può essere usufruita per abitazioni, uffici e negozi.

La stessa detrazione del 65% del costo del condizionatore è possibile nell’ambito del bonus mobili (di cui abbiamo già parlato in altro precedente articolo), ma solo se viene effettuata una ristrutturazione edilizia straordinaria per singole abitazioni e condomini.

La detrazione sarà invece del 50% se non vi sia una ristrutturazione in costo.

In tutti i casi la detrazione viene “spalmata” su 10 anni.

Come sempre sarà necessario acquistare il climatizzatore mediante bonifico bancario o con carta di credito e non anche con assegno o cambiale, inoltre sarà necessario conservare la fattura di acquisto per tutti gli anni in cui la detrazione verrà applicata.

L’Agenzia delle Entrate  con la risoluzione 25E del 6/3/2015 ha precisato che i condizionatori sono beni significativi e pertanto su di essi si applica l’Iva al 10%. Tale aliquota però non si applica sul prezzo totale, ma solo sulla differenza tra il valore totale del servizio ed il costo materiale del condizionatore. Per l’acquisto si applica quindi un’aliquota più bassa non già sui condizionatori stessi bensì su un valore ottenuto, come specifica l’agenzia delle Entrate,  “sottraendo dall’importo complessivo della prestazione, rappresentato dall’intero corrispettivo dovuto dal committente, soltanto il valore dei beni significativi. Il valore delle materie prime e semilavorate, nonché degli altri beni necessari per l’esecuzione dei lavori, forniti nell’ambito della prestazione agevolata, non deve essere individuato autonomamente in quanto confluisce in quello della manodopera.

15/4/2016

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